domenica 10 agosto 2008

sabato 26 maggio 2007

NEMESI

I fatti,gli episodi, gli eventi,storie,incontri,tutto quello cui direttamente o indirettamente sono stato coinvolto, hanno il suggello della negatività con la
cadenza sistematica nelle fasi che accompagnano il corso dell'esistenza.
Il carattere non mi ha certo aiutato, ma esso è fortemente condizionato
dall'ambiente, quello che che vede, quello che sente e soprattutto dal giudizio e
pregiudizio.
Mi sono sempre chiesto perchè mai ogni volta che rivisito la mia infanzia vivo con grande disagio un episodio giudicato universalmente insignificante, per me rappresenta una specie di condanna senza appello.
Ero in braccio a mia madre con il volto rivolto verso la sua schiena, a poca distanza
una vecchietta vestita di scuro con passo svelto ci seguiva, appena il mio sguardo
si è soffermato su di lei, mi ha fissato con uno sguardo cattivo e una smorfia
di antipatia che ha scatenato un pianto dirotto al quale mia madre non seppe mai la causa di tale reazione. Eppure nell'infanzia di qualunque condizione ci sono molteplici episodi carichi di simpatia affetto e giocose opportunità da ricordare con nostalgìa, possibile che io ne sia stato escluso?
Ero l' ultimo arrivato della famiglia di ben otto figli, mia madre non perdeva mai
occasione di raccontare le sue vicissitudini, ricordando la sua determinazione
di abbortire durante la gravidanza che mi riguardava, ed io anche se non ero ancora in grado di valutare le difficoltà e la sua malcelate angustie non sopportavo l'idea di esserne la causa e ancor più un abborto indesiderato.
Quando poi al tanto tormentato parto si aggiunse l'assenza del latte dai seni di mia madre e seppi che mi sballottavano da una mammella ad un altra di tutto il vicinato, mi sentii un figlio di tutti e di nessuno.
Poi cominciai a chiedermi perchè mio padre continuava a pretendere di mettere
al mondo nidiate di figli con quelle drammatiche prospettive, era tutt'altro che
un timorato di Dio, arrivava la sera tardi stanco e sporco di carbone, mugugnava
quello che presumibilmente era un saluto e si metteva a riparare le nostre scarpe
con lena e pazienza regalandoci di tanto in tanto un sorriso a noi che l'osservavamo ammirati.
Nel crescere mi resi conto che essere il più piccolo e per giunta ben vent'anni di differenza dal primogenito, comportò un vantaggio perchè l'apporto dei fratelli
e delle sorelle al modesto salario di papà,mi consentiva di frequentare le scuole superiori in Istituti di livello superiori come allora lo era il "Pio IX" (Aventino).
Questo è il periodo che in qualche modo compensava la negatività precedente
della mia adolescenza.
L'avvento della grande guerra sconvolse la vita di tutti e quindi la mia, gli studi
interrotti,la paura dei bombardamenti,l'inedia incipiente per la scarsità dei viveri e la necessità di procurarsi lo stretto necessario ogni giorno, l'incertezza sull'esito della guerra e la successiva triste realtà della sconfitta cui avrebbe fatto seguito un lunghissimo periodo di difficoltà e di privazioni che la mia giovanissima età non era in grado di sopportare, la vista di cadaveri lungo le strade, i prigionieri vinti,feriti e umiliati e vituperati dalla gente alla loro lenta marcia verso i campi di concentramento, la minaccia dei rastrellamenti che
costringevano i giovani superstiti ad imboscarsi sui i terrazzi delle abitazioni.cantini,abbaìni per non essere catturati, la disperazione delle madri alla notizia che un loro congiunto era morto al fronte,l'interminabile attesa di
uscire dall'incubo della guerra ormai in casa dopo l'armistizio rese vane tutte
le nostre speranze.
La negatività riprese il sopravvento, la ripresa lenta e stentata del dopoguerra
non permetteva nè una ripresa proficua degli studi interrotti nè poteva offrire occasioni di lavoro per chi giovane ed inesperto come me aspirava. L'odissea duro lunghi anni di precariato tra un corso accelerato di ragioneria e di lingua inglese e rappresentanza di case editrici a domicilio,rimaneva aperta l'opportunità di aprire il cosiddetto buco per artigiani ma i costi dell'affitto e del tirocinio costringevano i pochi intraprendenti a chiudere.
Anche per me venne il momento di tentare l'avventura,l'occasione si presentò
con l'apertura di una tintoria e lavaggio a secco che mio fratello Romolo che lavorava alla Romana Gas aprì insieme alla fidanzata per arrotondare il magro stipendio.Dapprima dedicavo mezza giornata a questa inedita attività perchè frequentavo l'Istituto di lingua Inglese Berlitz (piazza Venezia)poi l'aumento del lavoro in tintoria mi indusse a dedicare l'intera giornata alla sua gestione, perchè
comportava una buona paghetta ed un lavoro abbastanza gratificante per la mia età(18 anni).Seguì un lungo periodo spensierato e forse il migliore e ottime soddisfazioni.Ormai eravamo tutti adulti ed ognuno aveva un'assoluta indipendenza economica ed aveva la sua cerchia di amici e di interessi comuni
spesso anche tra i fratelli maggiori si stabilivano rapporti con i loro rispettivi
coetanei frequentando luoghi e i incontri di svago comuni.
La mia età era troppo distante dalla loro per cui solo raramente partecipavo a delle feste dove si ballava e si esibivano con grande abilità soprattutto
nel tango che faceva impazzire gli spettatori ai lati della sala dove successivamente avrei anch'io il viatico di "tanghero".
Era tempo ormai di cercarmi una vera occupazione perchè la tintoria non avrebbe potuto darmi la possibiità di sposarmi, e dal momento che avevo conosciuto una bella ragazza ed ero fidanzato compresi presto l'esigenza di
procurarmi in fretta una vera occupazione.
Non era facile, l'unica possibilità di ottenere uno straccio di occupazione stabile
era per via politica, qui cominciò il calvario delle domande,dei concorsi, delle promesse mai mantenute e delle illusioni; chi riusciva nell'intento era già appartenente alla classe dominante, se poi aveva anche l'opportunità di essere
utile al Partito allora gli era riservato un posto ben renumerato.
Non volevo più attendere ed allora con quel poco che guadagnavo con la tintoria
e con qualche aiuto di mio padre mi sposai.
La nascita di mio figlio rappresentò non tanto la gioia che comunemente trasmette l'evento, ma soprattutto l'enorme responsabilità che improvvisamente
mi caricavo e che solo io potevo e dovevo assumere, esagerando e rendendo pesante il clima anche a mia moglie che però aveva bisogno di tutto in quanto i suoi erano modesti bidelli ed erano appena poco tempo prima sopportato delle
rilevanti spese per il matrimonio del maggiore dei fratelli.
L'apice della negatività lo raggiunsi quando io e mia moglie con mio figlio in tenera età per due notti di fila dovemmo dormire sul pavimento con una coperta
nella tintoria maleodorante a causa dei dissapori delle nostre famiglie sulla coabitazione divenuta insostenibile.
La via crucis durò un mese a pendolare tra i miei e i suoi,riuscimmo ad affittare
un piccolo appartamento a Monteverde Nuovo.
Nel frattempo cercavo di sopravvivere con un rappresentanza della casa editrice
Rizzoli, e successivamente riparando apparecchi televisivi con un concessionario
della Telefunken.
Ormai ero un artigiano a tutti gli effetti e le riparazioni radio -tv rappresentavano
la mia fonte di reddito e soddisfacente sotto tutti gli aspetti; ma come tutti l'aspirazione rimaneva il posto fisso.
Venne inaspettato e in deplorevole ritardo ma incredibilmente vero a cinquan'anni suonati.
mentre mio figlio si diplomava al Conservaatorio di S. Cecilia (Luglio '82)
Io timbravo il cartellino di una grande azienda elettrica (Luglio 82).
Nella legge di compensazione forse la nemesi era in forte debito nei miei riguardi

venerdì 11 maggio 2007

Lettere a Luchino

Sto tentando di sopravvivere in questa nostra Urbe ormai radicalmente telecellcablata cercando disperatamente di imparare con fretta spasmodica il nuovo linguaggio schizzofrenico adottato dai nostri concittadini,come sempre accade i giovani sono
i precursori e l'uso sempre più diffuso non permette ritardi nell'apprendimento,
purtroppo ancora non ci sono scuole specializzate, ma presto spunteranno come funghi.
La lettura è ardua e di difficile interpretazione, perché è espressa con sigle, termini
formati con numeri,suffissi,iniziali, abbreviazioni radicali, virgolettati,più complessi dei "rebus"ad alta difficoltà che i sadici editori enigmisti di un tempo
dedicavano ai patiti del cruciverba.
"DICO"PACS,TFR,PI,CDL,PRF,PDCI,UDC,AN,DS,CSM,PM,CUD,POD,CUP,DDL,OPA,alcuni sono comuni,
K sta per kazzata 6 sei(v. essere)STR,CRE,vfo(vaffanculo.
Se deciderai un giorno di raggiungere la mia Domus Piramide, verrò a prenderti con la mia BMW16V1-2999cc-CL e CAE di SERIE X darti il BVO(benvenuto o Welcome).

CO (Ciao)
CC (Caio Cestio) SPQR ROMA

venerdì 27 aprile 2007

Briciole autobiografiche

Ogni volta che percorro le strade del quartiere, affiorano dei ricordi inevitabilmente legati alla
mia adolescenza.
Laddove c'è ora uno stabile all'altezza del semaforo che regola il traffico della via Ostiense che
confluisce quello proveniente da via del Porto Fluviale, esisteva una scuola elementare Alonzi crollata in seguito al bombardamento alleato dell'ultimo conflitto insieme alla Chiesa
Parrocchiale di S. Benedetto e di molti altri edifici (1943).
Era frequentata per lo più dai figli di operai i quali erano reclutati dalla Società Anglo Romana Gas, quasi tutti provenienti dalla vicina Provincia.
Mio padre era uno di costoro, nativo di Collevecchio piccolo centro della Sabina e tutte le mattine all'alba sollecitato da una stridente e irritante sirena che squarciava il silenzio
entrava in servizio insieme agli altri operai per poi rientrare a casa al tramonto dopo
una giornata pesante esausto.
L'Azienda produceva gas allora impiegato anche come illuminante in attesa dell'elettrificazione della Città che di li a poco sarebbe stata condotta a termine dalla nascente
Romana Elettricità contigua ad essa tra via Ostiense e via del Commercio fino alla riva sinistra del Tevere.Ormai si trattava di un'area Industriale e Commerciale per la presenza dei Mercati Generali che occupavano una vasta zona compresa tra l'Ostiense e S.Paolo che era percorsa dallo sferragliare del tram che aveva sostituito quello a cavallo grazie all'energia elettrica.Insomma un vero e proprio polo industriale a ridosso delle Mura Aureliane e dell'Aventino.
L'attività frenetica si svolgeva giorno e notte consentendo una crescita economica e nuove occasioni di lavoro per lo più manovale e poco retribuito.
Intorno a questa cittadella industriale si è sviluppato un quartiere dove prevaleva il proletariato e le abitudini di vita precarie delle famiglie con figli numerosi,troppi e quindi
destinati all'indigenza e all'analfabetismo ai limiti della sopravvivenza.
La vita quotidiana si svolgeva con gli uomini occupati a tempo pieno fino alla sera inoltrata,le donne impegnate a cucinare e a lavare fin dal mattino in lavatoi comuni a lume di candela in seminterrati improvvisati e insufficenti che spesso erano all'origine di violenti contrasti tra di loro.Le loro nidiate affidate ai fratelli più grandi correvano e scorazzavano nell'attesa della
frugale cena,che avveniva col solito rituale dello sguardo severo del capofamiglia che ascoltava
la mamma che snocciolava senza pietà le malefatte dei figli in erba allineati come soldatini
e ai disobbedienti erano riservati qualche scappellotto, un calcio al sedere, e nei casi gravi
anche qualche cinghiata.
Finalmente la mamma ,forte della presenza del Capo ordinava in modo perentorio al piccolo plotone di lavarsi le mani.
Era il segnale che la cena era pronta, si trattava di grosse ciotole di caffellatte con fette di pane raffermo bruscato o di minestre riscaldate.
A differenza della cena, il pranzo consisteva per lo più di legumi,frittata,patate ed insalate,la carne solo nei giorni festivi e anche per i dolci era d'obbligo osservare particolari date e ricorrenze.
La vita sociale si svolgeva intorno agli avvenimenti di questi nuovi cittadini cui l'Industria riservava particolari attenzioni nei giorni festivi,promuovendo iniziative ludiche e culturali all'interno delle strutture aziendali.
Grande successo aveva "la Cuccagna" diventata una manifestazione tradizionale e molto
attesa,si trattava di scalare un palo generalmente una grossa pertica di legno stagionato,alto circa otto,dieci metri circa,piantato solidamente nel terreno,in cima
al quale veniva posto un ricco e ghiotto premio consistente in derrate alimentari molto ambite e variamente distribuite in un grosso cesto ancorato saldamente.
Lungo il percorso veniva spalmato del grasso che aumentava di consistenza man mano
che i concorrenti si avvicinavano alla meta, per rendere più difficile la conquista
dell'ambìto premio.
Naturalmente gli iscritti per la maggior parte operai del settore in tuta tentavano più volte la scalata senza riuscirvi, e con il grasso nero che li rendeva grotteschi
e divertenti agli occhi dei spettatori che seguivano le evoluzioni dei concorrenti,che quando tutti i tentativi risultavano vani,si formavano coppie per tentare la scalata con una maggiore possibilità di arrivare al traguardo naturalmente chi sosteneva il peso del compagno che doveva ghermire la preda era penalizzato,
lo slancio colpiva e imbrattava la faccia del malcapitato socio.
La vicenda pur nella sua semplicità destava grande entusiasmo e successo con grandi applausi tributati agli ansanti e sporchi all'inverosimile ma felici e vincenti.

Le cerimonie religiose erano promosse e molto sostenute da entrambi l'azienda e la parrocchia erano molto attive nel territorio e condivise dal mondo operaio anche mugugnando per le condizioni di sfruttamento di settori di lavoro gravosi e poco renumerati con segnali striscianti di insofferenza.
In Maggio si svolgevano le Comunioni in pompa magna, si allestivano cerimonie religiose e feste che coinvolgevano non solo i protagonisti e le loro famiglie ma tutto il quartiere. Tutti i locali dell'azienda erano a disposizione e si svolgeva un rinfresco di tutto rispetto a spese dell'azienda e intervenivano grossi esponenti della Curia Romana tra i quali venne il cardinal Montini divenuto poi Papa Pio VI.
Insomma si era istaurato un sodalizio che garantiva lo sviluppo del nascente capitalismo nostrano destinato a sostituire la vocazione agreste con una moderna trasformazione industriale.
Lo sfruttamento della mano d'opera accompagnata da un debordante paternalismo consentiva una crescita costante dell'economia stile anglosassone,fiorivano iniziative benefiche specie per le famiglie numerose,pacchi dono nella ricorrenza
delle feste nazionali e religiose a favore dei lavoratori. ricordo che ogni anno
distribuivano strani sacchi contenenti delle palle nere della grandezza di quelle
da tennis,si trattava di un premio alla produttività che consisteva in balle di carbon coke residuato dello sfruttamento del carbon fossile dal quale si estraeva
gas e molti altri prodotti chimici.Esso anche se sfruttato conservava un alto potere calorico per cui era molto richiesto da artigiani e dalle piccole imprese.
Naturalmente gli operai ne traevano qualche piccolo vantaggio per arrotondare il
magro salario.
Per il tempo libero i dipendenti usufruivano del "Dopolavoro"si trattava di spazi dove si esercitavano attività ludiche, dai tornei di calcio a quelli di ping pong,dalle bocce a quelli di briscola,si organizzavano feste e gare di ballo
C'era molta partecipazione specie tra i più devoti alle funzioni religiose dentro e fuori la chiesa,piccole proiezioni di pellicole artigianali.
L'osteria e la caffetteria erano i luoghi più frequentati la sera anche dai
giovani che però molti le disertavano perché erano impegnati nelle scuole serali
gratuite dopo il lavoro,discussioni,contrasti di gioco e polemiche erano animate ma circoscritte prudentemente ad argomentazioni personali e di pubblico dominio, ma non
di carattere politico, quello era riservato a gruppi di movimenti fuori e dentro l'ambiente operaio, dissenzienti del potere costituito del PNF ed erano spesso denunciati come sovversivi, e perseguiti severamente e spesso ingiustamente magari perché trovati in possesso un giornale clandestino che criticava il regime a loro insaputa.
Ma nonostante questa atmosfera di sospetto e diffidenza la vita sociale si affacciava
oltre i confini del quartiere villaggio,a meno di cento metri dagli insediamenti operai si inaugurava una moderna sala cinematografica dal nome "Tirreno" forse come riferimento alla via del mare rappresentata dalla prima autostrada appena inaugurata
dal Duce(Benito Mussolini)che univa il mare alla capitale con un percorso moderno per
le parate e manifestazioni varie per i pochi eletti che possedevano vetture prestigiose e del corpo diplomatico.
Con l'inaugurazione del cinema Tirreno,con l'iniziativa della Parrocchia
di S. Benedetto che Don Gregorini decise di incrementare le attività pastorali con mezzi ludici e di attrazione dei ragazzi come il biliardo,il il tavolo da ping pong i tornei di calcio e i boys scout il quartiere fece un salto di qualità.
Molte novità si prospettavano con l'incremento del trasporto pubblico,le squadre di calcio come la Roma divenuta dopo la fusione dell'Alba e la Fortiduto che rappresentavano l'anima popolare di Testaccio Ostiense e Garbatella ormai il simbolo
della romanità,e la Lazio la cui sede era al quartiere Prati,fu,, notoriamente
rappresentante ufficiale della borghesia romana.La prima adottò i colori giallorossi
l'altra quelli biancocelesti,creando un acceso campanilismo che tutt'oggi si manifesta spesso con eccessi ed episodi disgustosi che non hanno nulla a che fare
con il tifo e l'appartenenza ai colori della propria squadra.
Il contatto dei ragazzi del quartiere con il mare era preceduto dal fiume Tevere più economico e vicino casa,ma era fortemente osteggiato dai genitori oltre che dal pericolo d'annegamento dal probabile pericolo di contrarre serie malattie infettive.Ma molti come noi è là che abbiamo imparato a nuotare e gareggiare con successo. L'Estate al mare era la massima espressione del divertimento e della spensieratezza,fin dalle prime ore del mattino si apriva la caccia al posto in treno per raggiungere la spiaggia di Ostia e Fiumicino,le vetture stracolme fino all'inverosimile dai romani accaldati e sudati per poi riversarsi sulla spiaggia stipati arsi dal solleone esausti ma contenti.
Col passare degli anni Ostia divenne più elegante e cittadina autoeleggendosi la spiaggia di Roma mentre Fiumicino pur mantenendo un piccolo fascino marinaro,divenne sede di uno degli aeroporti più noti della Capitale l'attuale Aeroporto "Leonardo da
Vinci."
Col passare degli anni e con l'aumento dei collegamenti e soprattutto con il diffuso
utilizzo dell"auto utilitaria acquistabile grazie a rate chilometriche di "pagherò"
crebbe l'interesse per le spiagge più ambite come il Circeo,Terracina,Sperlonga le più vicine,per i più avventurosi che possedevano roulottes si spingevano in Calabria Sicilia e in Sardegna le cui acque incontaminate avevano già conquistato schiere di turisti tedeschi e di oltralpe muniti di sacco a pelo tende e zaini invasero le suggestive coste del sud Italia determinando una proliferazione di Campings ricavati da vigneti e altre coltivazioni poco redditizie.
Più tardi però i prezzi elevati e i servizi scadenti fecero dirottare i vacanzieri verso le spiagge dell'adriatico più economiche e servizi migliori,che elessero Rimini
capitale del divertimento estivo per la sua perfetta organizzazione turistica.
Al sopraggiungere della stagione invernale era la città con le sue luci, l'animazione
le novità in continua evoluzione,nuove amicizie dettava le tendenze e modificava il costume e le relazioni sociali.
Sale da ballo,balere, spazi sociali dei CRAL feste rionali e ricorrenze di ss Patroni
erano frequentatissime,i balli più in voga come il valzer e il tango che in Europa
avevano un grande successo,poi pian piano si andarono affermando con la fine della grande guerra i film d'oltre oceano,musical e dischi di musica americana commerciale seguita da filoni di musica jazz e di autori come Gershwin,
Kern,Porter,Berlin li soppiantarono, snobbando perfino il Festival di S. Remo che pur rappresentando la massima espressione
delle nuove canzoni Italiane non riuscì ad impedire l'invasione dei nuovi miti come i Beatles, Elvis Presley Rollin Stones ecc.
insomma una nuova tendenza di suonare e di proporsi al pubblico anche nelle esibizioni pubbliche del costume rivoluzionario anglosassone.
L'avvento della televisione completò definitivamente questa nuova era del costume e del modo di vivere degli Italiani
Da Bolzano a Trapani il linguaggio per la prima volta si integrò con rapidità permettendo all'italica diversità dei dialetti
di esprimersi in un unica lingua comprensibile per tutti quella "Italiana"
Il nuovo mezzo di comunicazioe ormai diffuso ma non abbastanza, trovò ospitalità in tutte le sale cinematografiche della città perchè il successo era tale che alle nove della sera tutti seguivano con entusiasmo il giuoco a quiz condotto da un
presentatore (Mike Buongiorno) e l'ingresso al cinema permetteva a tutti di seguire le vicende dei concorrenti e ai proprietari delle sale evitare la crisi.
lOrmai era scoppiata la febbre del video e la successiva adozione del colore scatenò la corsa all'acquisto anche perché
la programmazione nel frattempo era stata ampliata dalle due ore serali per lo più dedicate al notiziario e un vecchio film ad un intero pomeriggio, con rubriche e riprese sportive di largo interesse.
L'altro grande evento fu l'auto utilitaria la celebre Fiat 500 che pur con chilometriche cambiali era possibile acquistare e godere l'emozione di una gita fuori porta.
Insomma andava prendendo consistenza quel fenomeno economico degli anni '60 definito "Boom" che trasformò la nostra
società profondamente nei costumi nelle tradizioni nelle abitudini nel comportamento negli interessi nel modo di vivere
con il motto "produrre produrre produrre"sull'esempio del dinamismo delle grandi holding Usa.
Ma presto questa classe dirigente presuntuosa e impetuosamente alla conquista del profitto si trovò in contrapposizione con un organizzato movimento operaio che non permise lo sfruttamento del lavoro che da agricolo
a conversione industriale comportava per l'industrie del nord Italia verso le quali la mano d'opera che abbondava nel sud
migrava ormai da tempo con la classica valigia di cartone in cerca di migliori condizioni di vita, una grossa opportunità.
Cosi ben presto scoppiarono conflitti sindacali drammatici e lotte sociali destinate a cambiare anche le incrostazioni
più resistenti alla svolta democratica che ormai tutto il Paese chiedeva a gran voce.
Quando finalmente si stava realizzando un modello di chiara matrice democratica, un grave delitto politico a seguito di un sequestro di un leader politico precursore di questo evento interruppe tale processo con la conseguente comparsa
delle"brigate rosse" e degli anni di piombo (anni 70) stragi, attentati, sequestri, assassinii era cronaca di tutti i giorni.Questo periodo alquanto nebuloso nonostante periodici arresti, processi di matrice politica rivelazioni e confessioni subdole
hanno dipinto un quadro a fosche tinte e ancora oggi è rimasto un angosciosa incognita e deprimente tragedia italiana.

venerdì 30 marzo 2007

Lettere a Luchino

Conservo gelosamente le tue epistole, anche quelle che sinceramente andrebbero distrutte per il loro
scarso valore di interesse. ma con l'avvento della tecnologia che prima ha soppiantato il manoscritto
con la macchina dattilografica, ora con il computer, le lettere diventeranno delle preziose reliquie e il loro contenuto di alto valore saggistico culturale.

Le ultime da Roma sono le celebrazioni per il cinquantenario della fondazione dell'Unità Europea, che
i Padri Fondatori la cui troika Roma Parigi e Berlino quest'ultima ospitante per i festeggiamenti in coincidenza con la presidenza del Cancellierato Tedesco hanno tributato in presenza dei rappresentanti
di ben 27 Paesi del recente allargamento in atto della Comunità alla presenza di tutti i Capi di Stato.
Come puoi notare, ancora una volta la nostra secolare Città dà lustro a un grandissimo evento anche ai giorni nostri, pur avendo perduto la potenza militare economica e l'impero, coserva intatte le sue radici
artistiche ,culturali, il suo prestigio blasonato, e la proverbiale ospitalità e tolleranza con tutti i popoli.
Ti risparmio molte notizie di cronaca e di costume, ma sono di basso profilo per cui ti rimando alle prossime.
Salve

Caio Cestio

giovedì 29 marzo 2007

Romanità

Roma con la sua storia millenaria del fascino che tutt'ora conserva, della grandezza e gloriosa
testimonianza di intramontabile attrazione turistica, e inesauribile fonte di ispirazione dei grandi
artisti del passato e di quelli emergenti alla ricerca di sempre nuove prove di reperti storici che
ineluttabilmente vengono alla luce consolidando la ormai ricchissima documentazione della civiltà
e della potenza militare e culturale con la quale ha dominato il mondo di allora, ingenera almeno in chi ci vive ma soprattutto in coloro che hanno la fortuna di ricevere i natali, una sorta di costante
presenza rassicurante e piacevole in qualunque situazione, anche la solitudine non esiste,
in qualunque punto della Città si avverte la presenza di un pezzo di storia, di fatti cruenti, di drammi
consumati tra la plebe, intrighi e lotte intestine dei togati e delle gerarchie militari, tribuni, senatori
famiglie patrizie, triunviri blasonati insomma sembra di immeggersi in una delle infinite nicchie storiche anche se non si conosce bene quando e dove si svolse l'evento in quel luogo.
Non si pùò non amare questa Città, io credo che chiunque nonostante il traffico caotico e mille altre
difficoltà, in breve tempo non può resistere alla generosa e disponibile affabile ospitalità che offre perfino verso coloro romani compresi purtroppo che la offendono, imbrattandola, sporcandola e mortificando i suoi simboli e le sue vestigia.
Io credo che nonostante tutto sopravviverà anche in futuro, lo spero con grande calore per i giovani romani e stranieri che avvertiranno le stesse piacevoli e uniche sensazioni in grado
di trasmettere questa Città unica "ROMA"

martedì 20 febbraio 2007

Padre e figlio

Per la prima volta a causa di un improvvisa emergenza mia madre fu costretta a servirsi di me
per portare il frugale pranzo avvolto in un tovagliolo e accuratamente preparato destinato a mio
padre.Con le dovute raccomandazioni mi ha indicato dove lavorava, avevo appena sei anni e non lontano raggiunsi emozionato il grande stabilimento che si ergeva minaccioso tra un intenso fumo
un assordante rumore e un pungente e acre odore penetrante, giunto davanti al grande cancello
si avvicinò un energumeno che mi disse di allontanarmi, ma io risposi deciso che dovevo consegnare il pacco a mio padre,allora pretese di portarglielo lui, ma mia madre mi aveva raccomandato di consegnarlo personalmente; al mio rifiuto decise di chiamarlo con un grosso
altoparlante.L'attesa snervante e l'emozione di incontrare mio padre fuori dell'ambiente domestico fu improvvisamente interrotta dall'avvicinarsi di un uomo più piccolo dell'altro
ma con lo stesso atteggiamento sbrigativo e nervoso che allungò le mani per prendere il fagotto
del pranzo io con uno scatto rabbioso l'ho respinto, allora lui mi ha apostrofato stupido! Sono
papà tuo!... Rimasi di sasso a lungo per un interminabile lasso di tempo, aveva il volto completamente nero fumo con la testa avvolta da un sacco e una tuta color fango che lasciava intravedere il colore originale blù, e ai piedi due grossi zoccoli di legno, mi fece una carezza
con le mani ruvide e callose da sembrare una punizione e mi salutò con una smorfia che voleva
intenzionalmente essere un sorriso.Tornai a casa sconvolto, raccontando tutto a mia madre,
Da quel momento si scatenò il desiderio di tempestare di domande chiunque era in grado di descrivere la natura del lavoro che si svolgeva in quella che inizialmente era nota sotto il nome di società Anglo-Romana per la produzione del gas e dei suoi pestiferi derivati del
carbon fossile.

sabato 10 febbraio 2007

Prima e Dopo

Con chi faremo i conti, almeno una volta anche il più cinico se lo è chiesto, quanti di noi chiedono alla propria coscienza se il nostro modo di vivere è in armonia con i nostri simili
e con la natura. Per lo più, pensano che non hanno nulla da rimproverarsi perchè la notte
dormono saporitamente senza soprassalti o incubi, ma una semplice libagione con eccesso di
glucidi e lipidi è notoriamente foriera di disturbi che provocano disturbi della quieta notte.
I conti si fanno prima generalmente per organizzare un futuro migliore sostiene la maggior parte di noi, quanti riusciranno nell'impresa non è dato sapere, ci interroghiamo spesso
con quali mezzi e con chi attraversiamo il percorso accidentato della vita brutalmente
interrotto dal destino. Anche chi è baciato dalla fortuna e conduce un'esistenza spensierata o chi ha accumulato beni consistenti con il proprio tenace e produttivo lavoro per garantirsi
un discreto futuro, vede sfumare il suo sacrificio stringendo nel pugno le briciole del suo
progetto con il quale aveva costruito il suo avvenire. Siamo tutti al bivio ricchi e poveri, forti e deboli, credenti e miscredenti, dotti e ignoranti dovremo fare i conti solo dopo, conosceremo
il nostro autentico futuro, tutti abbiamo indistintamente da secoli visto il tracciato da seguire dell'esistenza ma pochissimi lo hanno percorso con inaudita fede e costanza.
Ecco l'enigma! solo per pochissimi eletti è tutto chiaro, dopo...